Giorni che…

…Che non dovrebbero esistere almeno non con questi stati d’animo sospesi tra dolore, lacrime nascoste, voglia di urlare, normalità, voglia di fare, voglia di distruggere. Due anni fa, la nostra ultima colazione tutti insieme, Nerone che salta sul tavolo, quella mia frase detta per caso e che poi ho sentito di nuovo, ripetuta dal mio babbo e non ricordo più se l’ha pronunciata in quel reparto di attori/assassini dell’Ospedale di Pistoia oppure all’obitorio…

E poi tornare a casa nostra, tutti e tre insieme, nonostante le difficoltà di riportare Nerone a casa, la voglia che mi rendeva impaziente che quell’ennesimo giorno di festa finisse per ricominciare la nostra vita normale, la colazione sana, i pomeriggi un po’ più lenti e magari trovare il tempo per finire le nostre cose e mandare in culo un po’ di gente: quelli che ci facevano perdere tempo nella vita reale e quelli nascosti nella mia testa che ancora non ho sistemato come meritano. E poi…

L’ultima passeggiata nel nostro bosco.

I ruscelli che fecero sussurrare a Marco “ognuno ha la sua personalità”.

Il silenzio, l’ultima foto in cui io sono piccola e lontana da lui…

Mangiare una pizza, fare qualche risata spensierata davanti a youtube e …

Iniziare a morire.

Se oggi Marco fosse qui gli chiederei di ascoltare questo album degli Aquarium,e poi dopo una tisana con un paio di biscotti ci metteremmo comodi a guardare il live di Dead Blonde e GSPD, so benissimo che già il primo minuto e 45 secondi lui l’apprezzerebbe tanto!

Il reggicalze a vista di Dead Blonde non sarà mai volgare!

E così insieme, aspettando la fine della pioggia per tornare ai nostri ruscelli e alle nostre incombenze quotidiane, sarebbe più facile ignorare l’indifferenza che ci regala il resto del mondo, riuscirci da sola è molto dura ma…

fino a qui, sono fiera di me.

E i prossimi giorni non saranno da meno…

 


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