Gotico dancefloor

Goth e prima ancora dark, genere musicale e fenomeno sociale underground, con radici che affondano sia negli anni ’80 del ‘900 sia nel revival gotico tardo ottocentesco. Musica, abbigliamento e recinti in cui sentirsi liberi di amare la malinconia e l’oscurità, divertendosi e, soprattutto, ballando!

Qualcuno mi ha chiesto – Perché non scrivi due righe sulla festa gotica, la prossima ma non solo – in quel preciso momento mi ronzava nella testa la frase “Il mondo della musica è uno dei più maschilisti” e, subito dopo aver recepito quella frase, ho aggiunto interiormente “Alle feste goth qualcuno che mi guardava storto c’era sempre ma malgrado questo, è sempre stato l’unico recinto ludico in cui mi sono sentita bene e a mio agio anche da sola; sicché… Riconoscenza assoluta (nonostante un nonostante tutto pieno di disavventure)!

Il mio lato tendente all’oscurità è stato ben nutrito fin dalla più tenera età, grazie ai dischi che il mio babbo ascoltava nella stanza più gotica di casa mia. Post punk, new wave, quindi Echo & the Bunnymen, Cure, Lords of the New Church, Paul Roland, The Sound, Psychedelic Furs, Joy Division, Wall of Voodoo, Christian Death ecc. I dischi giravano sul giradischi mentre io, nella mia cameretta (che doveva essere un ripostiglio e che, oltre al mio letto, conteneva un cassettone anni ’50, pieno di album dei Doors, Led Zeppelin e molti altri), giocavo con le mie Barbie di nero abbigliate che, quando quella musica risuonava per casa, erano rapite, seviziate, decapitate (ma tranquilli, era un gioco, le ho ancora e godono tutte di ottima salute!).

Si diceva dark negli anni ’80 del ‘900, quando i Cure andavano a suonare alla Bussola Domani di Lido di Camaiore, in giro per Pisa apparivano murales oscurissimi, gatti neri dalle lunghe code, uomini misteriosi con mantelli vampireschi e tanti, tanti pipistrelli sulle mura che delimitavano un lato di piazza Santa Caterina, in città non era raro incontrare tipi solitari, forse affascinanti, con acconciature eccentriche, volti inconsueti e vestiti per me bellissimi; non ero abbastanza grande da scoprire dove si riunissero ad ascoltare la loro musica ma, allo stesso tempo, ero già abbastanza grande per ricordarmeli bene.

E poi gli anni passano, ascolto Nick Cave che ripudia l’etichetta di “gotico” e non lo trovo assolutamente offensivo, allo stesso tempo oltre che ai suoi concerti voglio andare anche a quelli dei Cure, perché lì si riunisce il mio popolo, e poi al Baraonda, dove si dipanano svariati movimenti, un pollaio aperto a tutti e molto frequentato, soprattutto in estate, quando ci bastava quella mezzoretta di musica che ci piaceva per sentirci soddisfatte, con le lunghe gonne di raso e pizzo nero e i Dr. Martens, già abbastanza vissuti, che alternavo a un paio di decolté in velluto nero con decorazioni in metallo, rubate alla mia mamma!

Non amando follemente le etichette né il senso di appartenenza, il termine gotico non l’ho mai avvertito come soffocante. Musicalmente spazia più di qualsiasi altro genere, un po’ come la musica classica, inoltre non è solo un divisorio di plastica di un negozio di dischi. E’ uno stato d’animo, è uno stile architettonico che si è rinnovato nel corso della storia, è un’atmosfera e, soprattutto, un rumore di fondo che alcuni sentono come necessario e, al di là delle differenze tra uno stile e l’altro, permette una pacifica convivenza e fruizione di un solo spazio e di un evento, tra persone anche molto diverse tra loro.

Tra alti e bassi, contaminazioni non sempre felici e appropriate, incursioni di personaggi a volte fuori contesto, vince sempre la tolleranza e la voglia di fare festa sul dancefloor o davanti a un palco. Per me la musica od ogni singolo brano deve raccontare una storia, per carattere non sono portata verso l’omogeneità e la coerenza codificata, ho bisogno di continue variazioni sul tema per vincere sulla mia indole portata alla tristezza, alla solitudine e anche all’anarchia, insomma l’hard rock in cui 10 pezzi mi sembrano un unico pezzone, proprio non fa per me!

Questo movimento underground, nato in Gran Bretagna (dove forse hanno una predisposizione naturale per certi temi..) sul finire degli anni ’70, si è fatto delle solide fondamenta grazie alla presenza della Batcave di Soho, dove iniziava il lungo percorso artistico una delle regine dello stile dark, ovvero Siouxsie Sioux, voce e icona dei Banshees, non solo per il suo aspetto esteriore, ma soprattutto per le sue vicissitudini, il suo vissuto personale che la rendono più credibile e potente sul palco. Fin da giovanissima ribelle e solitaria, diventata una delle voci più importanti della musica inglese, mette in scena uno stile in bilico tra il bambinesco e il fetish, senza mai risultare volgare cosa che oggi non è più così scontata, grazie al fatto che tutto era riletto in naturale chiave punk, un dettaglio non trascurabile, visto che non si compra nei negozi di Candem o di Berlino, e nemmeno nel più fornito catalogo online.

 

Oggi lo stile goth si rinnova continuamente anche tra i giovanissimi (pochi a dir la verità..), anche se mi chiedo se questi siano mai entrati in un locale per ballare o abbiano mai ascoltato un cd dei Bauhaus per esempio… Li guardo, spesso sui social network, e li vedo super accessoriati con look sempre più estremi ma… Qualcosa manca, che cosa? Forse l’anima? O forse mi sbaglio…

Negli ultimi anni i miei ascolti sono variati molto, non ho più crisi isteriche se non posso andare a un concerto, e non mi lamento delle festine casalinghe a suon di post punk russo anzi ne sono molto soddisfatta. Adoro i Sobraine 8 18, i Ploho, i Super Besse, gli Electroforez e molti altri, non ho più miti ma alle feste sono sempre molto curiosa e vogliosa di essere sorpresa dal prossimo pezzo del selezionatore di turno!

Se avete affinità con questo mondo, se avete voglia di ballare un vecchio classico o il nuovo pezzo di qualche gruppo emergente, e magari ascoltare buona musica dal vivo, questo fine settimana potete macinare qualche chilometro verso Bologna e poi, il giorno seguente, verso la Versilia.

A Bologna, venerdì 17 giugno, live del duo Dark- Electro “The Action Music”, organizzato da Nocturnal Portraits Events al Gallery16, e dopo d.j. set! (per ulteriori dettagli https://www.instagram.com/nocturnal_portraits_events/)

Mentre sabato 18 giugno, a Pietrasanta (Lucca) Obscure Party, dove i d.j. set saranno preceduti dal live di Diabulusinlinea, al Circoletto Ponterosso. (https://www.facebook.com/intothedarknessitaly/)

Obscure private party

 

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