Lupi e altre storie

Ecco, è un po’ da quando sono tornata in queste lande che c’è gente fissata con i lupi, i #lupidioti.
Vado tra i campi, in pineta, sulle dune, nel bosco e tutto in chiave ghiozzo-pisano da 3 estati e non trovo nemmeno una traccia di lupo, lo dico nessuno mi ascolta, proprio ho a che fare con dei robottini telepilotati.

Qualche decennio tra le Pizzorne e la Svizzera Pesciatina, una certa montagna pistoiese.. tutte e 3 non isole in mezzo alla pianura ma ben collegate con Garfagna, Val di Lima, Appennino toscoemiliano e, effettivamente qualche traccia del lupo si toivava spesso (ovvero merdasecca piena di peli), ma nessun allarmismo, anzi la gente era politicamente teleguidata per essere felice del ritorno di lupi, lupe e lupacchiotti.
Ora cambio di tendenza.
Ovviamente basate sul lavaggio del cervello.
Che funziona sempre meglio.
I Monti Pisani invasi dai lupi cattivissimi (mai viste tracce).
Anche nei campi dietro casa mia (“mammamia non c’andare ci sono i cuccioli nascosti nel granturco”, “boia, ma dov’è il granturco?!”)
Anche alla fattoria avvistamenti (“e te ci vai al buio”, “si ma per vedere le americane nelle stanze dei ravano la sera e quest’anno è stata miseria in tutto”)
Anche sulla spiaggia vedono lupi (“allora a questo punto evitate di andarci voi!”)
Non vedo perchè la libertà la devono sempre limitare a chi cerca di farsi un’idea in base alle proprie esperienza personali, e non è colpa mia se io ho vissuto bene in una casa senza televisione per più di un decennio.
E’ triste che..
Ragazzini del lungomonte sempre più soporiferi.
Mamme del lungomonte sempre più insopportabili e convinte di non sentire le voci, soprattutto la mia.
Il mio divertimento di fine estate sarà trasformare in accesi ptiniani un gruppetto di studentelli del liceo aristico di lucca, perchè i nazistini con gli occhi da cerbiatto arcobalenisti e con un gusto estetico discutibile per me e per il futuro di questa bagnarola, sono più pericoloisi dei lupi.
Marco mi immaginava col mi-tra in mano in sua assenza e invece ho fatto piuttosto schifo, devo cercare di meritarmi il suo ritorno!

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Mi piace ma preferisco altro di Otto Dix, però uscito ieri e devo ancora digerirlo e guardarlo col cellulare non è il massimo,,, HYBRIS
“Non ti fidare di uno che si chiama Otto Dix (nemmeno quando sventola falce&martello)” mi ha detto Marco una volta, data la sua antipatia per tutto ciò che era germanico (soprattutto negli ultimi tempi per personaggi con cui avevamo a che fare e che ci hanno dato filo da torcere e non certo di pura seta).
Otto Dix è stato uno dei primi che ha iniziato a seguire il mio profilo insta, nel 2016 quando, fresca di Festival della Mente e Mentina di Sarzana, volevo mettere in pratica quello che avevo imparato…
Confondere le idee, mandare in tilt l’algoritmo ma, soprattutto le persone, forse non ci sono riuscita con lui nonostante in quel periodo avessi in ripudio tutto il goticume e, da diversi anni, davo largo spazio al local, molto local, ascoltando, ascoltando, ascoltando, andando ai concerti, comprando dischi, spillette, magliette, mai un grazie o pochi, tante pugnalate alle spalle e allora in culo al local e un po’ di spazio per questo video di un’artista non scontato, contraddittorio, lirico, poetico qualche volta piacevolmente voce di un certo squallore che, sembra piaccia, anche se quando è politicizzato e sponsorizzato da luci troppo bianche, è solo noia quasi sanitaria per poter avere più attenzione del dovuto.
Tornando al O.D. quando ho iniziato ad ascoltarlo e guardare i suoi video in loop per mesi e mesi avevamo ormai da tempo smesso di seguire le reciproche paginette insta, probabilmente la comprensione arriva sempre molto dopo e praticando viottoli tortuosi.
Stamani dovendo sfogare un po’ di snervo per questa estate che vorrei non finisse mai anche se è stata un susseguirsi di valutazioni scontate,rompimenti di collioni ma d’altraparte la lucidità torna e con essa la memoria e per un risveglio traumatico, credendomi nel mio letto e ritrovandomi sotto la chioma del frassino!!!…
Nessuna sorpresa oltre l’essere finita di nuovo dentro tutto quello da cui ero fuggita con una certa fatica, a parte il risveglio!

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