Toscana Gotica/Ciao Luglio

Inutile dire che questa Toscana Gotica è gotica profondamente e disperatamente, come non avrei mai immaginato, come non avrei mai voluto. Talvolta mi accade che mi sia posta una domanda a cui non vorrei rispondere, vado in confusione e qualche volta qualcuno mi salva, raccontando per me eventi di cui, un anno fa riuscivo a parlare e, un anno dopo, mi mandano in crisi e mi viene voglia di non uscire più di casa.In breve: eventi di cui non riesco più a parlare facilmente ma che, vivono nella mia testa.

Così, cerco una via di fuga…

Esistono per fortuna i libri e, in questa fase della mia vita anche i racconti brevi.

 

“I fortunati casi dell’altalena”

 

Ho letto, qualche settimana fa, “Il Ritorno di Casanova” di Arthur Schnitzler e mi è piaciuto, l’ho trovato in sintonia sul come vorrei narrare io una storia simile, ne ho apprezzato l’ironia con cui accompagna il decadimento delle gesta del protagonista  e, al contrario del romanzo /breve/ più famoso di Schnitzler “Doppio Sogno”, non mi ha fatto sentire una lettrice incapace; infatti “Doppio Sogno” l’ho riletto spesso e, ogni volta, mi sono persa. Stesso discorso per “Il Vampiro” di Polidori: ho riletto anche questo racconto e, questa volta sono riuscita ad entrare nelle dinamiche del racconto, finalmente senza perdere il filo!

Ritornando al romanzo sulle sventurate avventure del non più giovane Casanova, l’ho letto in una versione economica tradotta da Francesca Ricci con in copertina un quadro che mi ha colpito tanto e che, ho sicuramente visto dal vivo nel 2001 alla Wallace Collection di Londra, dal titolo “L’Altalena” di Jean-Honoré Fragonard, del 1767.

Puro Rococò fatto pittura, non manca niente per essere la riproduzione fedele di un sogno d’infanzia. Mi ricordo che da piccina mi innamorai perdutamente di un poster in regalo ne “Il Giornale di Barbie”, credo si trattasse di un tentativo di riprodurre il quadro di Fragonard, Barbie di bianco vestita era su un’altalena circondata da bellissime rose. Come tante cose che amavo, purtroppo, di quel poster persi le tracce ma la copertina di questo libro me l’ha immediatamente riportato alla memoria. E continuo a non resistere alle altalene…

Non è stato per niente un mese facile luglio, mi è sembrato lunghissimo, un po’ buttato via, un po’ tanto faticoso. Non credo che agosto sarà diverso ma, cercherò di impegnarmi, almeno nelle piccole cose, per sprecare il meno tempo possibile.

Intanto c’è bisogno di bellezza…

 

 

 

Altre opere di Fragonard, QUI!

 


 

Lasciando per un attimo le letture estive per passare agli ascolti…

Bellissimi anche da vedere questi videoclip, certamente di ampio respiro e ricchi di suggestioni.

Ay Yola e Valerya Bearwolf, due personalità molto diverse accumunate da radici profonde nella loro terra e nelle tradizioni musicali che vorrei trovare anche nella musica italiana, al di là del genere ma, purtroppo…

Le nostre radici, se mai sono state profonde, sono state recise e fatte seccare da decenni di propaganda anglo-americana. Questo però non è l’unico motivo. L’ l’Italia è una giovane vecchia, più ricca di illusioni che di motivi reali per brillare. Il senso di inferiorità che attanagliava “estremo sud” e “estremo nord” s’inizia ad avvertire anche in Toscana. Peccato, ci si sente un po’ spaesati se si cerca qualcosa in questa direzione…

Conviene godersi la bellezza di queste due canzoni, almeno in questo silenzioso e afoso pomeriggio d’estate.

 

Voliamo sopra le nuvole
Nella città segreta che la terra nasconde
Nella città segreta, bruciando dalle catene
Guerrieri che provenivano dagli abitanti del villaggio

Ci è stato insegnato come vivere:
Silenziosamente, diligentemente, ma in modo materno
Insegnato ad amare senza riserve
A donarci senza riserve

 

 


Di che cosa parla il prossimo brano degli AY YOLA…

Dopo lunghe battaglie con dive e serpenti, ferito ed esausto, Ural-batyr trova una sorgente sacra: “Yanshishme”, acqua che dà vita…

Cosa c’è di più strettamente legato alla terra e al mese di luglio dei girasoli?

Si trovano in quasi tutte le zone pianeggianti ma, sono anche simbolo della Toscana, insieme a ulivi, cipressi e pini…

Capita spesso di vedere turisti che si fermano a fare fotografie, eppure anche nei loro paesi ci sono queste coltivazioni. Si vede che i campi di girasoli delle campagne toscane hanno qualcosa di diverso…

 

 

 

Nell’enciclopedia Cunningham delle Piante Magiche il girasole è assente ma, per quanto mi riguarda è un fiore molto potente. Prima di tutto è generoso, sia nelle sue dimensioni che per tutto il nutrimento che da agli insetti, soprattutto agli impollinatori (api, bombi ecc). Poi ha la dote speciale, quella di far migliorare l’umore delle persone, ed è una presenza rassicurante.

Il grillo verde, con le sue lunghe antenne, non so se si trovasse lì solo per scopi alimentari oppure anche per riposarsi nell’ospitale girasole, ma è stato nostro ospite per diverso tempo e ho potuto osservarlo e fotografarlo in tranquillità; un insetto molto simpatico, che mette allegria, esattamente come il fiore che lo ospita. Si nutre di detriti vegetali e talvolta di piccoli insetti, ma se ci sono i girasoli non se le fa scappare.

Tanti altri insetti sono venuti a trovarci, oltre alle presenza graditissime di api e bombi!

Alcuni sembravano proprio degli alieni!

I girasoli giganti possono superare il metro e venti di altezza. Gli ho seminati i primi di maggio, forse un po’ in ritardo ma sono venuti su benissimo e di pari passo a quelli dei campi. Nel nostro orto quest’anno non abbiamo usato nessun tipi di concime o fertilizzante. Solo terra, acqua e sole…

Stiamo ancora aspettando la fioritura dei girasoli neri, che intanto hanno vegetato tantissimo. Ormai superano i 2 metri. Se ci sarà la fioritura meriteranno un’articolo du Madhouse Autoproduzioni tutto per loro! Intanto guardarli anche senza fiore già è una meraviglia!

 

In giro per il web ho trovato queste notizie…

Usi Magici, folklore e Storia:

Il Girasole comune (Helianthus annuus) è una pianta annuale con una grande infiorescenza a capolino.

Il nome generico (Helianthus) deriva da due parole greche: ”helios” (= sole) e ”anthos” (= fiore) in riferimento alla tendenza della pianta a girare sempre il bocciolo verso il sole, prima della fioritura (il fiore maturo invece è sempre rivolto ad est). Questo comportamento è noto come eliotropismo.

L’epiteto specifico (annuus) indica il tipo di ciclo biologico (annuale). Anche il nome comune italiano (Girasole) richiama la rotazione dei boccioli in direzione del sole. Il termine “Girasole” è anche usato per indicare le altre piante appartenenti al genere “Helianthus”, molte delle quali sono perenni.

I Girasoli sono stati usati in medicina per migliaia di anni. Le tribù dei nativi americani usavano l’olio come crema solare e per curare qualsiasi cosa, dai disturbi della pelle ai morsi di serpente. Le foglie schiacciate da loro erano utilizzate per alleviare il gonfiore e il dolore da morsi di ragno o serpente.

I Girasoli sono fortemente associati al sole e come tali sono spesso usati durante Litha (solstizio d’estate). Rappresentano la fertilità (questo non significa necessariamente fertilità fisica, ma può anche essere usato nella magia relativa all’abbondanza, alle idee fertili e alla creatività). I Girasoli sono spesso usati nella magia della fertilità a causa dell’abbondanza di semi che ogni capolino produce.

Le proprietà magiche dei Girasoli sono spesso utilizzate nella magia per quanto riguarda la devozione, l’adorazione e la lealtà. Ciò deriva dal fatto che i Girasoli seguiranno fedelmente il percorso del sole durante il giorno. Aggiungi petali di girasole a un bagno rituale per attirare la felicità. Scegli un Girasole al tramonto e indossalo per la sera per portare fortuna il giorno dopo. Dormi con un Girasole sotto il cuscino per scoprire la verità su una questione specifica. L’olio di Girasole è una base comune per gli oli magici.


Ma altre presenze floreali sono apparse nell’orto e nel giardino, in realtà si trovano ovunque…

Fiori a cui diamo poco peso ma se gli si osserva si scoprono essere bellissimi e molto eleganti.

Ho realizzato un bouquet molto gotico raccogliendo fiori di cumino dei prati tra orto e giardino. Questa pianta è invece presente nell’enciclopedia dei Fiori Magici. Il CARVO o cumino dei prati o cumino tedesco è legato a Mercurio e il suo elemento è l’Aria. Serve a liberarsi dagli spiriti maligni (tra cui Lilith) e, forse è per questo che quest’anno lo trovo ovunque intorno a casa, un’altra presenza rassicurante. Protegge anche dai ladri gli oggetti che gli vengono messi accanto, è simbolo di fedeltà e sembra che se mescolato agli ingredienti di torte e pane può essere un potente afrodisiaco. A me basta il suo potere protettivo e la sua bellezza delicata che merita di essere osservata e scoperta con calma e che ricorda i ricami di una volta…

Realizzare dei bouquet con questo fiore è davvero semplice, l’effetto cottage core è garantito, basta tenerlo insieme con un nastro dii raso o un po’ di spago rustico ma, meglio ancora, lasciarlo vivere negli orti e nei giardini tutto il suo ciclo vitale e osservarlo nella tranquillità di certi pomeriggi estivi, quando cantano le cicale…

 

Mi sono divertita ad interpretare lo spirito del Cumino dei Prati, un fiore davvero bohemian-goth…

Chissà se ci sono riuscita…

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