Toscana Gotica #4
questa volta molto spesso in trasferta…
Si vedono un po’ ovunque sui social network ragazze e donne di tutte le età farsi un autoritratto fotografico e pubblicare immagini in stile “Barbie”, che cosa sta succedendo? Magari sono le stesse persone che un tempo mi prendevano in giro perchè giocavo con le Barbie (si, si, ci giocherei ancora se avessi tempo!), ecco e ora? Voi seguite la moda e tutto vi è concesso! Piuttosto fateci vedere le Barbie della vostra infanzia, le mie? Eccole qui!
Molto dark anni ’80 come potete vedere; alcuni abiti gli ho fatti io semplicemente usando ritagli di stoffa, calze rotte e altri accessori come spille da balia e un anellino borchiato trasformato in un collare di una certa rilevanza. L’abito pied de poule nero e argento l’aveva improvvisato la mia nonna, che era bravissima…
… e restiamo in tema dark e andiamo in trasferta…
Sabato 10 giugno ci sarò la prima festa Grotesque a Villa Canapa della stagione 2023, rimandata di qualche settimana per i disagi fisici e morali causati dall’alluvione in Emilia Romagna e consapevoli che, affinchè tutti possano tornare alla normalità ci vorrà ancora un po’ di tempo (e tanta pazienza e soprattutto lavoro), ma anche vero che dopo i momenti difficili c’è bisogno di recuperare energia buona e staccare un po’ la spina per qualche ora e, quale occasione migliore di una festa in cui si balla, si ascolta la nostra musica preferita e, non solo, si mangiano anche cose buone e fuori dal comune?
Ringrazio tantissimo Nicoletta e Gianfranco Righetti per avermi invitata!
Ed ecco volantino, programma e collegamento diretto all’evento FB dove potete avere tutte le informazioni e, soprattutto, farci sapere che… PARTECIPERETE!
A partire dalle 17.00 aperitivo / cena con prodotti artigianali eottime birre, il tutto a base di canapa.DJ Set in Veranda fino alle 2.00(Dark wave, Post-punk, Gothic Rock, Electro wave ..)• DJ Gianfranco (Grotesque)
• DJ Madhouse (Madhouse Autoproduzioni)
Chi resta nei dintorni di Modena per il finesettimana sarà circondato da tante cose interessanti da vedere, che accontenteranno anche gli spiriti più gotici. E’ impossibile per me non citare il Cimitero Monumentale di San Cataldo, e poi i castelli nei dintorni, le acetaie, la buona cucina, le Ferrari e il lambrusco. Modena merita un lungo post dedicato e, appena sarò un po’ meno di corsa, lo scriverò sicuramente!
Una sera a Reggiolo e dintorni…


ma ora torniamo in…
Toscana Gotica
Sul calendario un cerchio fatto con il pennarello viola indicava che, quella sera, lui e il suo gruppo avrebbero suonato per due lire (se erano fortunati) in un locale. Uno di quei posti con le pareti schizzate di sangue finto, in cui le risse sono all’ordine del giorno e solitamente frequentato da gente normale che si spaccava in quattro per apparire strana e che poi, passata l’alternative night, si rituffava in un’ordinaria esistenza ordinaria. Fino alla prossima occasione, ma intanto…
WILD WORLD è il titolo di questo racconto lungo scritto e trasformato in libretto dalle pagine nerissime dalla sottoscritta, alla fine degli anni ’90. Il titolo è un omaggio a una canzone dei Birthday Party che mi piaceva molto, sia la canzone e il testo (da cui prende spunto il racconto) e che ho avuto la fortuna (meritatissima, visti gli anni d’attesa) di poter ascoltare dal vivo il 9 settembre 1999 a un concerto di Nick Cave e i Dirty Three a Mantova. Poi quel libretto per motivi che ho dimenticato l’ho distrutto, era rimasto il racconto e una volta è stato anche rifiutato da una web zine con la motivazione che, non era all’altezza degli altri miei lavori ma, io alla storia di Rain sono molto affezionata, malgrado oggi non abbia più un finale, perché quello è andato perduto e io l’ho dimenticato per sempre.
Forse qualcuno potrebbe scrivere una nuova fine al posto mio oppure chissà, alla fine, lo farò io…
Ma intanto era lì, a casa sua. Fuori un giorno grigio, non freddo ma appiccicoso, da mal di testa, da crisi depressiva… Sul tavolo i libri di scuola, il posacenere pieno di cenere (d’altra parte esisteva per quel motivo) e cicche sporche di rossetto, tanto i suoi lo sapevano che fumava e poi tornavano sempre tardi la sera dal lavoro, troppo tardi e troppo stanchi per curarsi di lui, il loro unico figlio che…Che intanto era lì, in quella stanza calda e fredda allo stesso tempo, il morale a pezzi e troppo nervoso per fare qualsiasi cosa, eccetto suonare, piegato sulla sua chitarra. La musica era una passione come tante o forse la sua unica ragione di vita, in quel momento almeno.I suoi genitori poi si ostinavano a chiamarlo con il suo vero nome. Lui infastidito, lo odiava e detestava anche loro. Perché l’avevano fatto nascere se non erano riusciti a dargli nemmeno il nome giusto? Rain era solo un dannato bastardo condannato a soffrire, niente poteva cambiare il suo destino.