In cerca di crochi in compagnia di una copia de “I Racconti dell’Inquieto Vivere”, finalmente e… Dopo tante incertezze, difficoltà, dubbi lo guardo e vedo che mi somiglia. Imperfetto eppure ora non lo cambierei in nessun modo…




Dovrei essere triste e un po’ lo sono,
arrabbiata anche e tantissimo
o felice come un proiettile senza bersaglio.
Forse ho già scritto questa frase?
Nel mio taccuino certamente…
“La seconda primavera senza di te, che hai creato questo sito”
E lo so com’è. Ho vissuto la maggior parte delle mie primavere senza di lui e odiavo la primavera.


Avevo scritto di loro riguardo poco prima che la mia intera esistenza scivolasse in un film dell’orrore, prima che il fratello giusto morisse e il fratello scemo diventasse un eroe demente sull’altare della chiesa sbagliata.
Gli SHORTPARIS sono la dimostrazione che l’occidente musicale è ancora arretrato. Tradizione, avanguardia, preparazione tecnica, casinismo, glamour, cattiveria, prestanza fisica e zero confini tra un genere e l’altro li rendono ciò che sono! Il loro linguaggio musicale è ogni volta un viaggio sorprendente, guardarli muovere sul palco è puro piacere per gli occhi e ci fa capire come troppo spesso l’occidente musicale ci ha abituato alla mediocrita e alla mancanza di artisti completi.
Sono sempre stati tra i protagonisti delle mie selezioni musicali, fin dall’estate del 2022 quando nell’ambito dell‘Anno della Riconoscenza, approfittavo di dj set per far ballare e diffondere la musica che, negli ultini anni mi ha salvata dalla noia e dalle vergogne degli artisti occidentali di regime, greenpascisti e filonazi.
Magari un giorno ve li farà ballare anche Pinco Pallino ma, sappiate che, con me e con noi, arrivate sempre secondi!
Con “Marito del Capo”, dopo l’IKEA, gli Shortparis ci regalano una performance in palestra!
Buona Visione!
Serena S.
(Madhouse Autoproduzioni)